Home > Eventi > Convegni - Soci > Il testo come processo: filologia d’autore, critica genetica e intelligenza artificiale (Catania, 17-19 settembre 2026)

Il testo come processo: filologia d’autore, critica genetica e intelligenza artificiale (Catania, 17-19 settembre 2026)

26/05/2026
SFLICT26_Locandina

La filologia d’autore, basata sullo studio del processo compositivo dell’opera letteraria, costituisce sempre più un settore nodale nell’ambito degli studi critici e di ecdotica. Il suo sviluppo sistematico, durante il corso del Novecento, grazie alla critica delle varianti, promossa e praticata da Gianfranco Contini, segna l’affermazione di una nuova e singolare prospettiva per la lettura del testo, che viene concepito sempre più quale un organismo in continua e incessante evoluzione: ponendo infatti al centro dell’analisi la variante, come fatto espressivo, quest’ultima diventa una chiave interpretativa per la scrittura degli autori, disvelando scelte linguistiche e stilistiche che contribuiscono alla declinazione dell’originale peculiarità dell’opera letteraria.

L’intreccio con la critica genetica di matrice francese, affermatasi a partire dagli anni Settanta, ha ulteriormente ampliato il campo dell’indagine, spostando l’interesse dal testo finale alle dinamiche delle fasi di scrittura, privilegiando piuttosto lo studio attivo del work in progress e valorizzando il ruolo degli archivi degli autori del Novecento. L’opera, perciò, non è più giudicata come un’entità statica, ma viene piuttosto considerata quasi il risultato di una storia complessa fatta di decisioni, esitazioni e strategie compositive, che lasciano traccia, concretamente, sulle pagine degli autografi dei letterati, testimonianze che ci attestano varianti, annotazioni, cancellature e riscritture. L’emergenza di materiali preparatori alla redazione finale incide pure nel profondo sulla ricostruzione del processo creativo, marcando delle tappe di scrittura compositiva che, in alcuni casi, si rivelano dei veri e propri stadi redazionali autonomi e hanno goduto di diffusione editoriale (si pensi ad esempio, alle diverse edizioni del romanzo I promessi sposi). Ne consegue la ridefinizione di uno dei postulati cardine della prassi filologica, quello dell’edizione critica fondata sull’ultima volontà dell’autore (o su una volontà storicamente motivata), che appare fortemente messo in discussione nella sua stessa definizione epistemologica.

L’incontro di Catania “Il testo come processo: filologia d’autore, critica genetica e intelligenza artificiale” intende mettere a fuoco lo stato dell’arte, presentando interventi e contributi che interessano tutti i secoli della nostra tradizione letteraria, dal Medioevo alla Contemporaneità, senza dimenticare la produzione in lingua latina, settore considerevole almeno fino al XVII secolo.

Il tentativo di un bilancio aggiornato non può prescindere dal confronto con le Digital Humanities, che hanno radicalmente trasformato gli orizzonti della ricerca. La digitalizzazione dei manoscritti e degli archivi d’autore, ampliando l’accessibilità delle fonti, ha reso possibili nuove forme di analisi; edizioni digitali genetiche e critiche permettono di visualizzare simultaneamente le diverse fasi redazionali, di collegare varianti a metadati cronologici o materiali, e di esplorare il testo attraverso strumenti di navigazione non lineari; standard come la TEI (Text Encoding Initiative) hanno reso possibile una codifica rigorosa delle varianti e delle relazioni genetiche, favorendo la condivisione e l’interoperabilità dei dati. In questo scenario si inserisce adesso l’Intelligenza Artificiale (AI), aprendo prospettive inedite con le tecniche di machine learning e computer vision, che possono supportare la trascrizione automatica dei manoscritti (HTR, Handwritten Text Recognition), il riconoscimento di mani diverse, l’identificazione di pattern di riscrittura o la classificazione delle varianti; l’AI può inoltre contribuire a individuare ricorrenze lessicali e stilistiche peculiari delle diverse fasi di redazione, offrendo indizi utili per l’interpretazione del processo creativo.

Rispetto alle potenzialità offerte dai modelli computazionali, che operano per astrazione e probabilità, la filologia conserva tuttavia il suo statuto di disciplina storica e interpretativa, fondata sulla conoscenza del contesto culturale e linguistico, che definisce la genesi dell’opera letteraria. Il convegno di Catania “Il testo come processo: filologia d’autore, critica genetica e intelligenza artificiale” vorrebbe, con il programma delle relazioni selezionate, rispondere alla sfida contemporanea, segnata dall’integrazione di strumenti digitali e intelligenza artificiale nell’ambito della ricerca umanistica, promuovendo l’impiego delle risorse tecnologiche all’interno di un solido quadro critico-filologico di riferimento, al fine di non lasciarsi abbagliare dai risultati di un tecnicismo fine a sé stesso, senza, al contempo, condannare, con un rifiuto pregiudiziale, le potenzialità delle nuove tecnologie.

Allegati

SFLICT26_Programma

Scarica